|
||
| INTERVISTA SU BENZOWORLD I reggini Memories Of A Lost Soul sono ormai in giro da più di dieci anni e finalmente, con una line-up rivoluzionata e con il nuovo cd “7 Steps To Nothingness”, sono riusciti ad attirare l’attenzione della label francese Deadsun Records che li ha messi recentemente sotto contratto. Un traguardo più che meritato visto che il death/black metal melodico e ricco di diverse sfumature contenuto in questo platter è davvero emozionante e riesce a toccare nel profondo dell’animo. Ma bando alle ciance, diamo la parola a Buzz, frontman della band.. Ciao Buzz, innanzitutto presentaci i Memories Of A Lost Soul con una breve biografia. Dunque, diciamo che
il gruppo e' nato nel 1994/95 per opera mia e del mio vecchio batterista
"Max", ai quali si sono aggiunti in seguito bassista e seconda
chitarra ritmica. Si e' continuato fino al 2002 circa, suonando death
melodico svedese, con due chitarre, passando dal primo demo ormai culto
"Son Of My Satanic Creation" a "The Clockwork", finendo
con "Distorted Perceptionz", l'ultimo lavoro con la vecchia
formazione, diventato top album pur essendo un autoproduzione, sulle maggiori
testate giornalistiche italiane, tipo Psycho! o Metal Shock. In seguito,
gli altri membri del gruppo, uscirono letteralmente pazzi per un genere
che, a mio avviso, pochi riescono a fare in modo decentemente ascoltabile,
lo stoner rock. Essendo ormai le loro idee decisamente incompatibili con
le mie decidemmo che io avrei tenuto il nome dei Memories Of A Lost Soul,
essendo peraltro il compositore al 90% della nostra musica, loro invece
avrebbero in seguito continuato col progetto stoner che avevano sognato,
che si sciolse dopo due anni. “7 Steps To Nothingness” è uscito nel 2004, fino ad ora che risposte ha ricevuto dal pubblico? Siete soddisfatti col prodotto finale o avreste cambiato qualcosa? Beh, devo dire che con “7 Steps” la band ha incominciato ad osare. Non credevo che sarebbe piaciuto anche ai vecchi ascoltatori. Abbiamo unito al vecchio death svedese da cui provengo, una batteria progressive e tastiere e basso molto ben suonati, il risultato finale potrebbe somigliare ai Death dell'ultimo periodo con un pò di At The Gates e Dimmu Borgir, un calderone, una formula nuova a mio avviso, qualcosa di fantastico, di cui non abbiamo cambiato nulla perchè ci sembrava un sound fresco e sopratutto "SUONATO", nulla di artefatto, molto progressivo. Cosa ci puoi raccontare a proposito delle registrazioni? Che feeling si respirava in studio? Hmmm a dire il vero
i ragazzi erano leggermente perplessi, credo per via del fatto che tutto
sommato suonavamo assieme da poco. Comunque non cambierei nulla del cd,
forse era un po' troppo presto per registrarlo a mio avviso, ma questo
non e' necessariamente un male, infatti non lo è stato. Se avessimo
avuto più tempo lo avremmo curato sicuramente di più, visto
che comunque come persone siamo abbastanza meticolose. Come nasce un pezzo dei Memories Of A Lost Soul? Arrivate già con delle idee precise in sala oppure preferite fare delle jam sessions? Beh, di solito porto dei pezzi fatti a casa, la maggior parte delle composizioni continuano a partire dalla mia chitarra, ma la batteria spesso le stravolge del tutto e anche la tastiera e il basso ne cambiano spesso l'intenzione… e' difficile qualche volta pensare addirittura che siamo partiti da qualcosa di semplice o di prestabilito, abbiamo tutti idee molto diverse, quindi per venirci incontro spesso un pezzo risulta un’ amalgama delle trovate di ognuno. Dovrebbe essere così in fondo in un gruppo, mi piace quando nessuno vuole imporre le proprie idee e quando ognuno cerca, nei limiti del possibile, di adattarsi all'altro. Ho visto che da poco è uscito il vostro nuovo video “The Curse Of Eternity”, che avete messo in download sul vostro sito ufficiale (www.memoriesofalostsoul.com), come avete fatto anche per il vostro primo videoclip, quello di Nekroantimateria. Parlaci un po’ del concept che sta dietro ai video, ma soprattutto ai testi dei Memories Of A Lost Soul. Dunque, il video e'
come il precedente una realizzazione del mio drummer, e' un pazzo col
computer hehehe, sia a livello di grafica (quella del cd ad esempio e'
sua) sia a livello di editing… ormai devo dire che e' arrivato a
livelli davvero professionali. Quali sono gli artisti e i dischi, sia dal punto di vista musicale che quello personale, che vi hanno maggiormente influenzato? Gli At The Gates con "Slaughter Of The Soul" , i Dark Tranquillity di "The Gallery", i Loudblast con "Sublime Dementia", tutti i dischi dei Death, poi il vecchio thrash, i Pantera, solite cose old style insomma, inoltre di recente sto ascoltando "Puritanical Euphoric Misanthropia" dei Dimmu Borgir… gli altri invece ascoltano cose completamente differenti. Dopo il full lenght “Distorted Perceptionz” la line-up è stata completamente cambiata, fatta eccezione per te che sei il membro fondatore della band. Penso che ciò abbia influito molto sul vostro modo di comporre, cosa ci puoi dire a proposito? Direi che sicuramente
e' cambiato il modo di comporre. Avete condiviso il palco con gruppi metal molto conosciuti come Rotting Christ, Vision Divine e Grave…qual’è il ricordo più bello che conservate riguardo a queste esperienze? Sono tutte belle esperienze..... ricordo con più piacere i Grave, metallari proprio vecchio stile, e anche i Vision Divine, che a mio avviso sono i veri "signori" del metal italiano. Tutto sommato la cosa migliore che mi resta e' sempre l'amicizia e la cordialità(quando c’è…). Trovo inutile quando gruppi conosciuti o meno, hanno atteggiamenti antipatici.... beh forse hanno smesso di divertirsi, e ciò sarebbe davvero triste se si fa' questo genere… puoi suonare quanto vuoi ma dal vivo se sei una persona positiva, se fai buona musica e se sei bravo la gente lo percepisce, ma se sei una persona sterile nei live questo esce fuori. e non e' mai una bella cosa…a volte credo che molti farebbero meglio a fare del jazz, lì si guadagna di più e l'aria del gran fico forse ci sta' anche bene. Altri bei ricordi sono i fans, i cd venduti e quelli regalati, gli autografi quando capita, quando qualcuno nella tua musica si e' ritrovato, non c'e' niente di meglio per farti sentire meno solo in questo mondo, per farti capire che forse non stai sbagliando. Siete attivi dal 1995, cosa è cambiato secondo voi nella scena metal durante tutti questi anni? Sicuramente
una volta suonare era più difficile, mi ricordo il primo demo su
nastro magnetico quando allora era impossibile masterizzare i cd, perche'
i masterizzatori costavano tantissimo, per non parlare della fatica per
trovare uno studio di incisione. Raramente si trovavano delle sale prove
decenti, i locali se dicevi di fare qualcosa “tipo Metallica"
ti cacciavano a pedate, soldi poi manco a parlarne...ora e' diverso, i
locali ci sono perchè molti si improvvisano organizzatori, alcuni
bene altri meno, ma non importa.... Per quanto riguarda i cd, se ci sai
fare, li puoi registrare persino col computer in casa, e' tutto molto
più facile. Se tu nel 1998 mi avessi detto che saremmo riusciti
a suonare coi Rotting Christ ti avrei preso per pazzo, ma questo e' anche
il simbolo evidente che il metal e' scaduto, peraltro di molto, in quanto
tra bands arrivate e non il divario spesso e' molto breve, molti gruppi
che 10 anni fa' erano con major ora i contratti li fanno solo con le indies.
Magari anche per questi motivi ora come ora bands formate da un mese si
mettono a paragone con quelle che ci sono da 10 anni come i Memories stessi,
tanto praticamente si può tirar sù un cd in un mese scarso
e farlo pure bene…anche senza spendere soldi. Cosa state combinando in questo momento? Che progetti avete in programma? Abbiamo 4 pezzi nuovi pazzeschi. Stiamo forgiando il futuro sound dei Memories, un perfetto mix di tecnica, melodia e brutalita'.A voi l’ultima parola… Supportate la musica ragazzi, non il rumore. INTERVISTA SULLA WEBZINE WWW.METAL.IT (EUTK) L'underground nazionale è sempre più prodigo di nuovi gruppi che si mettono in evidenza. Uno tra questi è sicuramente questo gruppo di Reggio Calabria (Francoooo oohhh Francooo, si sente che sono calabresi??), in attività da una decina d'anni che ha saputo rielaborare in maniera personale ed efficace il death/black di stampo svedese, come dimostra il recente album d'esordio "7 Steps To Nothingness". Avete intitolato l'album "7 Steps To
Nothingness"... poi avete aggiunto una bonus track! Non potevate
intitolarlo "8... 9.... 10... Steps To Nothingness" e mettere
qualche pezzo in più ? Se non sbaglio avete un buon repertorio
di pezzi.... Dopo questo inizio intervista un po' da "carogna",
passo ai complimenti... mi chiedo però come mai siate dovuti ricorrere
all'autoproduzione, mi sembra strano che nessuna label vi abbia preso
in considerazione! Ricordiamo ai nostri lettori che non siete
proprio dei novellini e che il vostro primo demo risale al 1995? Non hai mai pensato che i problemi che stavate
affrontando e che vi hanno rallentato avrebbero potuto addirittura darvi
"il colpo di grazia"? In fase di recensione ho scritto che i pezzi
sono tutti nuovi... e proprio così o alcuni sono dei rimaneggiamenti
e riedizioni di brani già inclusi, sotto altri titoli, nei precedenti
lavori? Ho trovato piuttosto vario il tuo cantato,
in grado di passare con disinvoltura dal growl allo screaming malvagio,
diversi stili che hanno diversi significati all'interno dei singoli brani? Cacciamo (il tastierista) mi sembra essersi
ben inserito nel sound del gruppo, forse si avverte la mancanza di una
seconda chitarra... che ne pensate? Un altro aspetto che mi ha colpito di "7
Steps To Nothingness", è stata sicuramente la copertina, ottima
scelta di immagine e colori... come è nata? E non vi siete nemmeno tirati indietro davanti
alla possibilità di fare un video, quello di "Nekroantimateria"! Recentemente avete poi avuto la possibilità
di fare alcune date davvero importanti, come sono andate le cose? Ci sono
altri impegni nell'immediato futuro? 1...
2... 3... 4... 5... 6... 7... ok, io ho raggiunto il nulla! Ora siete
voi che dovete "raggiungere" i nostri lettori... INTERVISTA SULLA WEBZINE WWW.METALLUS.IT Attivi
da dieci anni nell’underground tricolore, i calabresi Memories Of
A Lost Soul presentano ai lettori di Metallus il nuovo full-length ‘7
Steps To Nothingness’, un disco autoprodotto che ha del miracoloso.
Forse nessuna band italiana ha mai suonato così “svedese”,
in un perfetto connubio tra l’aggressività e la tecnica della
componente death, l’eleganza e la melodia dei passaggi progressive. Per
prima cosa vi chiedo di presentare i Memories Of A Lost Soul ai lettori
di Metallus, citando le vostre release discografiche e i momenti più
significativi della vostra carriera. Vi
vorreste ora presentare uno ad uno, illustrando il vostro ruolo nella
band e le vostre principali influenze a livello musicale? ‘7
Steps To Nothingness’ è un disco che stupisce per la sua
maturità. A mio parere il principale punto di riferimento rimane
il death metal svedese ma non mancano elementi, se così vogliamo
definirli, più “gotici” o “progressive”.
Siete d’accordo con la mia definizione? “Sette
scalini verso il nulla”. Un titolo che sembrerebbe flirtare con
la malinconia e il pessimismo...è così? La
cover è impressionante...cosa rappresenta questa persona dal corpo
dilaniato? Volete
illustrarci il background lirico dell'album? Quali argomenti trattate
nei testi? Quali sono state le vostre principali fonti di ispirazione? Nonostante
l’autoproduzione il lavoro vanta comunque un suono molto buono,
come avete proceduto durante la fase di registrazione e missaggio? Quali
pensi che siano i brani più rappresentativi del vostro sound, e
perché? Siete
attivi da dieci anni nel panorama underground e nonostante l’indubbio
spessore della vostra musica, non siete in possesso di un contratto. Perché
a vostro parere? Come
vedete la scena metal italiana? Quali sono a vostro parere i suoi principali
punti di forza e quali quelli di debolezza? L'ultima
domanda è tutta per voi. Toglietevi pure qualche sassolino dalla
scarpa, lanciate un messaggio, un appello o semplicemente un saluto ai
nostri lettori. INTERVISTA SU SILENT SCREAM WEBZINE Le qualità ci sono, sia esecutive che compositive. La convinzione e la fiducia nei propri mezzi, poi, non mancano di certo…chi potrà fermare la corsa dei Memories Of A Lost Soul? La band calabrese è ancora agli inizi, ma dalle parole di Buzz e Peppedrumz si nota che non ha remore nel prometterci grandi cose per il futuro. Leggete, leggete… Banalmente, ma inevitabilmente, iniziamo da una piccola biografia del vostro gruppo: chi sono i Memories Of A Lost Soul? Buzz: Ci siamo formati nel 1995 da un idea mia e del primo batterista ed abbiamo fatto un primo demo di death svedese, lo scopo gia' allora era di unire tematiche horror - fantasy ad un death metal di stampo svedese. Col tempo ci siamo evoluti in un death-black sinfonico, nel 1998 esce il primo promo autoprodotto e l'Italia grida al miracolo, di fronte alla prima band che suona questa musica ad un certo livello, dal sud Italia. Facciamo numerosi tour e concerti per la penisola e ci facciamo conoscere grazie ad Adipocere e Beyond Prod anche all'estero (in Francia sopratutto) fino al 2002, anno in cui esce "Distorted Perceptionz", il primo disco autoprodotto, che viene definito dalla stampa italiana (Metal Shock e Psycho) il miglior cd di death-black in uscita per un gruppo underground italiano. Sinceramente, per essere concreto, definirei i Memories come un gruppo che suona riffs di chitarra death metal con l’aggiunta di tastiere che danno atmosfere black…poi ognuno avrà il suo punto di vista, chiaramente. Attualmente, anche grazie ad un cambio di formazione, il genere e' diventato ancora più personale: a mio avviso questo "7 Steps To Nothingness" segna il punto della maturazione decisiva, in cui i Memories trovano una vera "pelle" da indossare e da portare avanti per molto tempo. Il vostro è un nome particolare ed anche suggestivo: come l'avete scelto e che significati reconditi nasconde? Buzz: Un doppio significato, poiche' nelle nostre tematiche c'e' sempre un dualismo: memorie di un’anima persa, la mia anima, poiche' spesso nei testi parlo di certi miei ricordi o di come vedo il mondo, o di alcune mie sensazioni...quindi e' un po' autobiografico se vogliamo...dall'altra parte, indica anche il tipo di musica che e', fin da quando abbiamo iniziato, evocativa, triste e malinconica. Molti fans hanno descritto quello che facciamo come "musica disperata": mi piace pensare davvero che ad alcuni faccia ricordare dei momenti della vita, anche tristi, ma visti con rimpianto, perche' non torneranno piu'. Grosso modo i significati sono questi, aggiungi anche che "Memories Of A Lost Soul" e' un libro che trova un personaggio "lovecraftiano" nel primo game per pc "Alone In The Dark" in cui egli racconta la dannazione della sua vita. I significati poi sono molteplici, io ti ho descritto quelli che valgono per me. Quella di suonare musica estrema è, per voi, più una passione da coltivare, un'esigenza da esprimere o qualcosa di diverso? Buzz: Se parli di me, sinceramente e' l'unica musica che sò fare perchè sono proprio troppo estremo (ride)…ho provato a fare musica più calma ma non ci riesco, si vede che ho ancora qualcosa dentro da sfogare. Nel complesso la musica che suonate non è così facilmente etichettabile. Buzz: Secondo me no, ha la sua etichetta, ed e' "musica disperata". Con queste parole ci descrive un nostro fan, a ragione del fatto che evidentemente non stiamo sprecando il nostro tempo. Tu puoi chiamarla metal o death o black, ma in qualsiasi genere tu voglia spostare il nostro sound, resta uguale la carica di contenuti emotivi, di sentimenti, di musica nella sua essenza...ne e' la riprova il fatto che nel corso degli anni il sound si e' evoluto, ma i contenuti sono rimasti quelli che ci contraddistinguono, quelli che fanno fede al nostro monicker in sostanza...la "memories of a lost soul music” esiste, come esistono certe sensazioni nell'animo umano, come ad esempio esiste il fatto che, aldila' del genere in cui tu voglia metterla, riesce a esprimere le stesse sensazioni a chiunque. Non a caso, chi si avvicina a noi spesso non ha nemmeno ascoltato metal prima, eppure facciamo un genere estremo. In sostanza, proprio in base al discorso che ti ho spiegato, la mia risposta e' che credo siamo facilmente etichettabili come noi stessi, difficilmente etichettabili sotto altri gruppi o generi. Va da sé che questo deve essere considerato un pregio, ma come descrivereste a parole la vostra proposta a chi non vi ha mai ascoltato? Buzz: Mah, secondo me e' musica che merita di essere ascoltata, per il semplice fatto che scaturisce dall'anima, senza finzioni, senza cercare di imitare nessuno o nessun genere, solo per uno sfogo personale, solo perche' certe sensazioni vogliamo tirarle fuori, sperando che qualcuno le condivida, allo scopo di non farci sentire soli. Per me e' musica allo stato puro, oltretutto ben suonata, un binomio che oggigiorno manca nel panorama nazionale. Provate a fare una panoramica dei vostri ascolti: ciò che vi ha influenzato in passato e ciò che vi piace ascoltare in questi giorni... Buzz: Mah, le mie influenze metal sono sopratutto nel death metal anni 80/90, poi sinceramente oggi come oggi ascolto tutto tranne metal, escono pochi gruppi decenti, preferisco sentire pop anni 80 o musica ambientale, l'ultimo vero disco che ho comprato e' "Riding With The King" con B.B.King ed Eric Clapton, e non e' un disco metal... l'unico vero disco metal che ho ultimamente apprezzato e' “The Sound Of Perseverance” dei Death. Poi, riguardo gli altri, sò che il nostro bassista perlopiu' adora il brutal, il nostro batterista il progressive, per il tastierista, credo di metal solo i Dimmu Borgir. Per il resto roba da film horror, tipo Simonetti. Con onestà e senso della misura, fin dove vogliono arrivare i Memories Of A Lost Soul? Buzz: Sinceramente? Io senso della misura non ne ho. Da soli abbiamo realizzato un disco nuovo ed un video, che se consideri gli ovvi limiti di un autoproduzione (anche se il disco e' prodotto in modo ottimo, ma di certo non come se avessimo le spalle coperte dalla Nuclear Blast) rasenta la perfezione. Ma aldila' di questo, ti diro' che credo siamo l'unica band underground che suona musica degna di essere definita tale, sia in panorama metal e non, una tra le poche band che arriva tramite le sue note al cuore e al cervello di tante persone, che suona musica che non lascia il tempo che trova, e che a mio avviso, messa in condizioni pari a band tipo Cradle Of Filth e similia (mi riferisco alle grandi promozioni e produzioni) non avrebbe nulla da invidiare, nemmeno ai mostri sacri. Quindi, che debbo dirti? Dove vorremmo arrivare? O dove dovremmo già essere forse sarebbe più giusto dire…tra l'olimpo delle band più famose. Mah...vedremo...chi vivrà vedrà! Attività live, croce e delizia per molte band italiane di metallo estremo: quanto è importante questa vostra dimensione e con che frequenza riuscite a trovare palchi su cui suonare? Peppedrumz: E' fondamentale! Il rapporto che abbiamo col pubblico durante i nostri live è davvero speciale, interagiamo molto con i ragazzi che vengono a vederci...cerchiamo sempre di dare il meglio di noi stessi, e cerchiamo, dove possibile, di suonare il maggior numero di pezzi. Pensa che in tutti i nostri concerti proponiamo sempre almeno due o tre pezzi che faranno parte del disco che dobbiamo ancora registrare, "testiamo" i brani dal vivo, e poi li registriamo in studio: incidiamo solo pezzi che possiamo riproporre al meglio in sede live. Per quanto riguarda la frequenza con cui ci esibiamo ti do dei dati: da febbraio a dicembre 2004 abbiamo fatto ben 15 esibizioni live, in concerti e festival, da Bari a Ragusa, di supporto a bands di un certo spessore: Rotting Christ, Grave, Undertakers, Glacial Fear, Disguise... Liberamente scaricabile dal vostro sito (http://www.memoriesofalostsoul.com) c'è il video, tra l'altro molto professionale, del brano "Nekroantimateria": credete molto in questo strumento di diffusione della musica, da molte band heavy invece decisamente snobbato? Peppedrumz: Grazie per il complimento: regia, sceneggiatura, editing e montaggio del video sono opera mia! Per rispondere alla tua domanda, crediamo molto in questo strumento, l'abbiamo realizzato proprio per questo, e non come qualcuno insinua per fare le rockstars! Penso che nessuno strumento di pubblicità, anzi di diffusione, debba essere snobbato...guardiamoci intorno, siamo nel 2005 ormai, ci si può attaccare ad un computer e scaricare un film in meno di mezz'ora, lo stesso vale per i dischi, a questo punto abbiamo deciso noi di dare gratis qualcosa di molto interessante ai nostri fans o a chi si volesse avvicinare a noi, il video è forse il mezzo migliore per raggiungere più persone. Un caloroso saluto finale ed un ringraziamento per la vostra disponibilità. Non prima, comunque, di chiedervi cosa stanno preparando i Memories Of A Lost Soul… Buzz: Quello che prepariamo per il futuro e' un nuovo grande inizio. Le nostre opere sono state un ciclo e "7 Steps To Nothingness" ne segna la fine. “Sette passi verso il nulla” per me sono stati una ricerca interiore, terminata con la consapevolezza che esiste solo il nulla per noi... e dopo una conclusione, a meno che non vi sia proprio la fine, c'e' solo un nuovo, grande inizio... Il nostro debutto fu nel 1995 con “Son Of My Satanic Creation”, ed in copertina vi era un angelo del male, combattente e voglioso di vendetta contro le bugie del mondo: vi lascio pensare che il prossimo sarà simile, ma con una coscienza superiore, dopo aver capito che c'e' solo il nulla. Toccherà reagire con un bel "chissenefrega" e pensare solo a distruggere tutto, a prendersi quello che ti spetta senza pensarci tanto. I pezzi nuovi saranno sulla scia di “7 Steps…”, ma meno tristi e più carichi di odio, più esaltanti. Credo sarà molto più maturo anche tecnicamente, visto che la formazione era in rodaggio in quanto nuova, ma ormai credo che siamo molto maturati anche a livello coesione di gruppo. ECCO COSA PENSA DI NOI "IL QUOTIDIANO" RIVISTA NAZIONALE I
Memories of a lost soul, ovvero Giuseppe Nicolò detto “Buzz”
(chitarra/voce), Giuseppe Patamia detto “Baroz” (basso), Peppe
Costa (batteria) e Bruno Caccamo suonano un genere molto particolare che
definiscono “Death black sinfonico”. “Buzz”, leader
del gruppo dice: “cerchiamo con la nostra musica di parlare di cose
di tutti i giorni viste però in modo opposto partendo da canoni
diversi, trattiamo tutto ciò che può succedere in modo inspiegabile,
e che viviamo giornalmente grazie alla nostra normale percezione. Il nostro
nuovo disco “7 steps to nothingness” (7 passi verso il nulla)
è una vera e propria ricerca interna che porta paradossalmente
al vuoto e alla non essenza. C’è una persona che lotta per
raggiungere qualcosa e una volta arrivato “al traguardo” si
rende conto che la sua vita è stata vana”. INTERVISTA SULLA RIVISTA PSYCHO! DI SETTEMBRE 2004 1.Nonostante
un periodo in cui il black metal mostra la corda da un punto di vista
compositivo, 2.Come
vedete voi la scena black metal italiana e anche quella straniera. 3.La
vostra crescita è stata costante e molto apprezzata, non avete
paura che ora ci si aspetti molto da voi? 4.Perchè,
secondo voi, ci si avvicina al black metal? |
||
|
INTERVISTA SULLA RIVISTA METAL SHOCK ATTIVI DA DIECI ANNI, I MEMORIES OF A LOST SOUL, SI PRESENTANO CON UN NUOVO, OTTIMO ALBUM, NE ABBIAMO PARLATO CON BUZZ. Appena avuto modo di ascoltare il nuovo, ottimo, lavoro dei Memories of a lost soul ho ritenuto opportuno contattare Buzz per permettergli di raccontare la storia di un gruppo che, dopo dieci anni continua imperterrito a comporre grande musica e meriterebbe un appoggio ed una distribuzione degni di questo nome, ecco cosa di ha detto Buzz. 1.In sede di recensione ho definito la vostra musica "potente, di classe, ed ipnotica" credi che possa bastare per definire la vostra proposta senza ricorrere alle solite etichette? Credo tu abbia, con pochi aggettivi, spiegato la musica dei Memories: cerca di trasportarti in altri mondi, adesso ancor di piu' grazie all'uso delle tastiere; mi piace molto "ipnotico" in quanto meta' dei nostri concepts trattano del mondo dei sogni (vedi Tales from kadath), di incubi che si trasformano in realta', insomma... se ti ho comunicato queste cose, si vede che siamo riusciti nel nostro intento! 2.Essendo un grande appassionato di Bukowsky e visto che la seconda traccia del disco parla di lui, non posso esimermi dal chiederti cosa rappresenta questo eccezionale personaggio per voi. Questo disco parla degli stati di percezione della mente umana alterati; ogni pezzo rappresenta quasi sempre una percezione diversa, in particolare quel pezzo tratta della percezione distorta di Bukowsky sotto l'effetto dell'alcool: il suo modo di vivere e di vedere le cose, il suo modo di pensare, la sua poetica, non sarebbero state le stesse senza le sostanze alcoliche, inoltre e' per me la testimonianza che dentro di noi tutti abbiamo un demone, che se da un lato ci danneggia, dall'altro spesso ci rende quello che siamo, unici. 3.Puoi dirmi di cosa parlano i vostri testi? ad un primo approccio non mi sembrano aderenti (per fortuna) ai soliti temi pseudo religiosi... La maggior parte dei nostri testi sono dei veri e propi racconti, io scrivo storie horror e' la mia passione, lo faccio da sempre; queste storie fanno parte delle mie "memorie di un anima persa", racconti dove la follia, l'odio e l'amore, le speranze dell'umanita', tradite da menzogne e ipocrisie, prendono forma espresse in una visione "Horror/Fantasy". Queste storie mostrano una mia visione del mondo negativa, che va' al di la' del bene e del male, o di qualsiasi religione, nelle mie storie il male e' vero ed e' tangibile. 4.Sono oltre dieci anni che vi sbattete nell'underground: quali sono state le vostre maggiori soddisfazioni e quali sono le aspettative per il prossimo futuro? Facevamo Death svedese quando c'erano solo Dismember e At the gates, facevamo Death metal quando in italia c'erano solo Sadist, Detestor, Necromass, Opera IX e Glacial fear. Le mie soddisfazioni? il fatto che siamo qua', sopravvissuti ai trend ed alle mode del momento, il fatto che in italia la gente ci conosca per la nostra coerenza musicale. Abbiamo fans e fan club sparsi in tutta Italia, Francia, Grecia e i nostri dischi li regalo io ai nostri concerti, piuttosto che regalarli ad una piccola etichetta, i Memories sono un grande gruppo a tutti gli effetti, ma senza una distribuzione adeguata, autoprodursi e' faticoso a livello di tempo e di spese, infatti siamo alla ricerca di una label SERIA, magari come e' capitato ai natron con holy records. 5.I vostri primi lavori erano orientati verso il Death metal svedese, ora invece la vostra proposta si e' fatta piu' brutale, cosa dobbiamo aspettarci dal futuro? Il nostro ultimo lavoro e' piu' brutale come dici tu, ma non ci siamo poi allontanati molto dal nostro solito stile, sono normali differenze da album in album, lo stile deve sempre essere quello, ma i pezzi devono essere sempre diversi e segnare evoluzioni. Quello che verra' dopo immagino sara' un mix tra cose vecchie e cose nuove, a tal fine abbiamo preso il tastierista del pezzo di pianoforte in "Distorted Perceptionz" in pianta stabile, nel prossimo disco avra' un ruolo maggiore, inoltre conto di tornare agli inserti di voce femminile come in "The clockwork" ma il sound dei Memories vi assicuro restera' sempre quello.
(Intervista del 1998 per "The Clockwork" tratta dalla gazzetta del sud) REGGIO CALABRIA- In Calabria da più di due anni sono nati i Memories of lost soul. Un gruppo reggino (con presenze siciliane) di "death metal" che sta riscuotendo il successo che merita. E' strano o "normale" che esistano discriminazioni riguardo alla provenienza di certi prodotti musicali? Facciamo riferimento ad una recensione uscita lo scorso mese su una conosciutissima rivista specializzata del settore che, se da un lato elogia il prodotto musicale in questione, dall'altro, si stupisce della sua provenienza meridionale. "Son of my satanis creation", il primo lavoro del gruppo risalente al giugno del '96, sarà distribuito da un'etichetta francese ("Adipocere") dal marzo prossimo. Tutta l'Europa sarà investita da "Bezz", già raggiunto da numerose lettere di corrispondenza. E' il leader del gruppo, al secolo Giuseppe Nicolò (chitarra solista, voce) autore di brani e fondatore della band "metallara" che sta vivendo un ottimo momento e, presto, in tournee a Torino, Pisa e Livorno . "Bezz" ha studiato chitarra classica ed elettrica da autodidatta. Faccia pulita, studente universitario, sul palco si trasforma: vocione stridulo, roco e chitarra di "razza"artigianale. Nei concerti si avvale della collaborazione strumentale di Giuseppe Novello (seconda chitarra "ritmica"); Valentina Pezzuto (voce); Domenico Sofia (basso) e Massimiliano Bovi (batteria). La loro "Sweedish death metal" evidenzia le influenze "black e trash metal" tra echi classicheggianti e melodici. Un'ispirazione che fa pensare lontanamente alla dimensione degli assoli sulle corde di Yngwie Malmsteen e agli elettrizzanti Iron Maiden. Unici nella specificità del loro genere (pur se inflazionato) rientreranno con "Behind the mask" ("Dietro la maschera") in una compilation primaverile che sta raccogliendo le migliori band italiane del "death metal". Nel farttempo è in corso la preparazione di un nuovo lavoro discografico che i Memories of a lost soul contano di porare a termine nel '99. Qualche brano (di quest'ultimo progetto) è già stato eseguito nei "live show". Il probabile titolo di copertina, "The clockwork of the thirtheenth hour", ha iniziato il conto alla rovescia... Fausto Pedullà |