INTERVISTE

INTERVISTA SU BENZOWORLD

I reggini Memories Of A Lost Soul sono ormai in giro da più di dieci anni e finalmente, con una line-up rivoluzionata e con il nuovo cd “7 Steps To Nothingness”, sono riusciti ad attirare l’attenzione della label francese Deadsun Records che li ha messi recentemente sotto contratto. Un traguardo più che meritato visto che il death/black metal melodico e ricco di diverse sfumature contenuto in questo platter è davvero emozionante e riesce a toccare nel profondo dell’animo. Ma bando alle ciance, diamo la parola a Buzz, frontman della band..

Ciao Buzz, innanzitutto presentaci i Memories Of A Lost Soul con una breve biografia.

Dunque, diciamo che il gruppo e' nato nel 1994/95 per opera mia e del mio vecchio batterista "Max", ai quali si sono aggiunti in seguito bassista e seconda chitarra ritmica. Si e' continuato fino al 2002 circa, suonando death melodico svedese, con due chitarre, passando dal primo demo ormai culto "Son Of My Satanic Creation" a "The Clockwork", finendo con "Distorted Perceptionz", l'ultimo lavoro con la vecchia formazione, diventato top album pur essendo un autoproduzione, sulle maggiori testate giornalistiche italiane, tipo Psycho! o Metal Shock. In seguito, gli altri membri del gruppo, uscirono letteralmente pazzi per un genere che, a mio avviso, pochi riescono a fare in modo decentemente ascoltabile, lo stoner rock. Essendo ormai le loro idee decisamente incompatibili con le mie decidemmo che io avrei tenuto il nome dei Memories Of A Lost Soul, essendo peraltro il compositore al 90% della nostra musica, loro invece avrebbero in seguito continuato col progetto stoner che avevano sognato, che si sciolse dopo due anni.
Dal canto mio invece, fui contento di trovare in seguito persone con un livello tecnico superiore, oltre che con un’ apertura mentale e voglia di fare decisamente notevole, che tutt'oggi fanno parte dei Memories. Esce così il primo cd con la nuova formazione che riceve ottimi consensi ed in seguito viene prodotto dalla francese Dead Sun Records con una distribuzione mondiale.

“7 Steps To Nothingness” è uscito nel 2004, fino ad ora che risposte ha ricevuto dal pubblico? Siete soddisfatti col prodotto finale o avreste cambiato qualcosa?

Beh, devo dire che con “7 Steps” la band ha incominciato ad osare. Non credevo che sarebbe piaciuto anche ai vecchi ascoltatori. Abbiamo unito al vecchio death svedese da cui provengo, una batteria progressive e tastiere e basso molto ben suonati, il risultato finale potrebbe somigliare ai Death dell'ultimo periodo con un pò di At The Gates e Dimmu Borgir, un calderone, una formula nuova a mio avviso, qualcosa di fantastico, di cui non abbiamo cambiato nulla perchè ci sembrava un sound fresco e sopratutto "SUONATO", nulla di artefatto, molto progressivo.

Cosa ci puoi raccontare a proposito delle registrazioni? Che feeling si respirava in studio?

Hmmm a dire il vero i ragazzi erano leggermente perplessi, credo per via del fatto che tutto sommato suonavamo assieme da poco. Comunque non cambierei nulla del cd, forse era un po' troppo presto per registrarlo a mio avviso, ma questo non e' necessariamente un male, infatti non lo è stato. Se avessimo avuto più tempo lo avremmo curato sicuramente di più, visto che comunque come persone siamo abbastanza meticolose.
I ragazzi avevano fiducia in me in quei giorni, a rincuorarci fù sopratutto il nostro nuovo fonico, decisamente il migliore che abbia mai conosciuto qui in Calabria… il risultato era quello che volevamo, un disco che "suonasse" come suoniamo noi, contro i suoni finti che vanno di moda oggi. Abbiamo sempre scelto un risultato più vero.

Come nasce un pezzo dei Memories Of A Lost Soul? Arrivate già con delle idee precise in sala oppure preferite fare delle jam sessions?

Beh, di solito porto dei pezzi fatti a casa, la maggior parte delle composizioni continuano a partire dalla mia chitarra, ma la batteria spesso le stravolge del tutto e anche la tastiera e il basso ne cambiano spesso l'intenzione… e' difficile qualche volta pensare addirittura che siamo partiti da qualcosa di semplice o di prestabilito, abbiamo tutti idee molto diverse, quindi per venirci incontro spesso un pezzo risulta un’ amalgama delle trovate di ognuno. Dovrebbe essere così in fondo in un gruppo, mi piace quando nessuno vuole imporre le proprie idee e quando ognuno cerca, nei limiti del possibile, di adattarsi all'altro.

Ho visto che da poco è uscito il vostro nuovo video “The Curse Of Eternity”, che avete messo in download sul vostro sito ufficiale (www.memoriesofalostsoul.com), come avete fatto anche per il vostro primo videoclip, quello di Nekroantimateria. Parlaci un po’ del concept che sta dietro ai video, ma soprattutto ai testi dei Memories Of A Lost Soul.

Dunque, il video e' come il precedente una realizzazione del mio drummer, e' un pazzo col computer hehehe, sia a livello di grafica (quella del cd ad esempio e' sua) sia a livello di editing… ormai devo dire che e' arrivato a livelli davvero professionali.
L'idea era di fare un video diverso dal precedente, “Nekroantimateria” lasciava vedere poco mentre suonavamo, era più incentrato sui luoghi, sull'atmosfera... questo e' più dinamico, d'impatto se vogliamo, la storia c'e' comunque... ve la sintetizzo: il gruppo suona in una scatola nera, che e' la stessa che trova l'attore del video in un momento di follia, egli se la avvicina all'orecchio e sente provenire da lì dentro della musica... come una radiolina malata.
Quella scatola in cui suoniamo rappresenta la dimensione dell'incubo... durante il video, l'attore stesso (un nostro amico che ringraziamo), mentre ascolta la nostra musica, entra dentro la scatola con noi e io, ad un certo punto, eseguo l'assolo di chitarra del pezzo, nella casa dove vive lui, quindi sono nella sua realtà… sono due mondi che si mescolano, due luoghi che pur essendo divisi (la realtà e l'incubo)...si incontrano.
Ecco di cosa parla il video... ed e' anche quello di cui parlano i nostri pezzi, parlano di paure... divenute realtà. Queste nostre paure generano qualcosa di terribile che ci ingerisce e contemporaneamente ci nutre, facendoci vivere spesso in una realtà distorta, io stesso sono una persona con idee molto malate, mi capita spesso di vivere la vita convinto che sia un terribile incubo, ed un fondo di verità c'e'... perchè in realtà non dirmi che a te questa vita del cazzo piace?!?! (ride ndr/ ).

Quali sono gli artisti e i dischi, sia dal punto di vista musicale che quello personale, che vi hanno maggiormente influenzato?

Gli At The Gates con "Slaughter Of The Soul" , i Dark Tranquillity di "The Gallery", i Loudblast con "Sublime Dementia", tutti i dischi dei Death, poi il vecchio thrash, i Pantera, solite cose old style insomma, inoltre di recente sto ascoltando "Puritanical Euphoric Misanthropia" dei Dimmu Borgir… gli altri invece ascoltano cose completamente differenti.

Dopo il full lenght “Distorted Perceptionz” la line-up è stata completamente cambiata, fatta eccezione per te che sei il membro fondatore della band. Penso che ciò abbia influito molto sul vostro modo di comporre, cosa ci puoi dire a proposito?

Direi che sicuramente e' cambiato il modo di comporre.
La nuova formazione e' composta da musicisti che amano farsi sentire e vogliono dire la loro, quindi bisogna dargli il dovuto spazio nelle composizioni, non e' un discorso musicale unicamente chitarristico come lo era prima, sebbene in studio io registro sempre 2 chitarre. Ora bisogna comporre in modo che sia tutto ben intricato con la tastiera, i tempi devono essere più vari possibili, vista la bravura del nostro batterista, anche il basso ha bisogno di più spazio… insomma cerco di far esprimere tutti, pur tenendo conto che e' un genere dove la chitarra, se ha un buon riffing, fa' praticamente il pezzo. E' normale che nella composizione si sta' attenti a bilanciare il tutto: quando la batteria trova un tempo più interessante, il riff si modella sul suo tempo, o se il basso trova un giro più particolare, sono gli altri ad adattarsi. Io il pezzo da casa lo porto sempre, ma in sala prove, diventa un pezzo di tutta la band, questo e' positivo, perché alla lunga se compone solo una persona si rischia di fare musica monotona.

Avete condiviso il palco con gruppi metal molto conosciuti come Rotting Christ, Vision Divine e Grave…qual’è il ricordo più bello che conservate riguardo a queste esperienze?

Sono tutte belle esperienze..... ricordo con più piacere i Grave, metallari proprio vecchio stile, e anche i Vision Divine, che a mio avviso sono i veri "signori" del metal italiano. Tutto sommato la cosa migliore che mi resta e' sempre l'amicizia e la cordialità(quando c’è…). Trovo inutile quando gruppi conosciuti o meno, hanno atteggiamenti antipatici.... beh forse hanno smesso di divertirsi, e ciò sarebbe davvero triste se si fa' questo genere… puoi suonare quanto vuoi ma dal vivo se sei una persona positiva, se fai buona musica e se sei bravo la gente lo percepisce, ma se sei una persona sterile nei live questo esce fuori. e non e' mai una bella cosa…a volte credo che molti farebbero meglio a fare del jazz, lì si guadagna di più e l'aria del gran fico forse ci sta' anche bene. Altri bei ricordi sono i fans, i cd venduti e quelli regalati, gli autografi quando capita, quando qualcuno nella tua musica si e' ritrovato, non c'e' niente di meglio per farti sentire meno solo in questo mondo, per farti capire che forse non stai sbagliando.

Siete attivi dal 1995, cosa è cambiato secondo voi nella scena metal durante tutti questi anni?

Sicuramente una volta suonare era più difficile, mi ricordo il primo demo su nastro magnetico quando allora era impossibile masterizzare i cd, perche' i masterizzatori costavano tantissimo, per non parlare della fatica per trovare uno studio di incisione. Raramente si trovavano delle sale prove decenti, i locali se dicevi di fare qualcosa “tipo Metallica" ti cacciavano a pedate, soldi poi manco a parlarne...ora e' diverso, i locali ci sono perchè molti si improvvisano organizzatori, alcuni bene altri meno, ma non importa.... Per quanto riguarda i cd, se ci sai fare, li puoi registrare persino col computer in casa, e' tutto molto più facile. Se tu nel 1998 mi avessi detto che saremmo riusciti a suonare coi Rotting Christ ti avrei preso per pazzo, ma questo e' anche il simbolo evidente che il metal e' scaduto, peraltro di molto, in quanto tra bands arrivate e non il divario spesso e' molto breve, molti gruppi che 10 anni fa' erano con major ora i contratti li fanno solo con le indies. Magari anche per questi motivi ora come ora bands formate da un mese si mettono a paragone con quelle che ci sono da 10 anni come i Memories stessi, tanto praticamente si può tirar sù un cd in un mese scarso e farlo pure bene…anche senza spendere soldi.
Non a caso vedo molte reunions ultimamente... c'e' da chiedersi se i gruppi che si sono sciolti in un periodo in cui o ce la facevi o mollavi oggi si sono riformati perchè hanno davvero qualcosa di nuovo da dire o se lo hanno fatto solo per sognare un altro poco...giusto perchè oggi e' più facile.
Ma questa facilità tutto sommato nuoce al metal, lo inflaziona di più, visto che ci sono sempre più bands tutte uguali, la maggior parte delle quali prive di idee.

Cosa state combinando in questo momento? Che progetti avete in programma?

Abbiamo 4 pezzi nuovi pazzeschi. Stiamo forgiando il futuro sound dei Memories, un perfetto mix di tecnica, melodia e brutalita'.A voi l’ultima parola…

Supportate la musica ragazzi, non il rumore.

INTERVISTA SULLA WEBZINE WWW.METAL.IT (EUTK)

L'underground nazionale è sempre più prodigo di nuovi gruppi che si mettono in evidenza. Uno tra questi è sicuramente questo gruppo di Reggio Calabria (Francoooo oohhh Francooo, si sente che sono calabresi??), in attività da una decina d'anni che ha saputo rielaborare in maniera personale ed efficace il death/black di stampo svedese, come dimostra il recente album d'esordio "7 Steps To Nothingness".

Avete intitolato l'album "7 Steps To Nothingness"... poi avete aggiunto una bonus track! Non potevate intitolarlo "8... 9.... 10... Steps To Nothingness" e mettere qualche pezzo in più ? Se non sbaglio avete un buon repertorio di pezzi....
Buzz: Sette passi per me è una tipica formula da caccia al tesoro, non so' perchè sette, forse l'avrò letto in un libro di Allan Poe, o di Agatha Christie ora non ricordo bene, tutto sommato il numero mi piaceva e i pezzi dovevano essere sette, perchè per sette passi avevo sviluppato un discorso che riguarda sette stati di coscienza di un individuo (se vi piace, quel tizio della copertina), che lo portano alla fine a capire al termine del viaggio che non esiste nulla... e al momento di scoprirlo da quel nulla viene divorato.
Dapprima vi è la presa di coscienza, con "The art of never", che la vita è un inutile Pirandelliana ricerca di interpretare un personaggio che non sei "realmente tu"; è fatta di menzogne come tutto ciò che ti circonda, quindi vivere rappresenta "l'arte" di non riuscire ad essere, mai.
In "Sleeping bad consciousness" si scoprono le malvagie entità che dimorano la terra, secondo una visione lovecraftiana in cui il male è dentro tutto ciò che ci circonda, sopratutto dietro ciò che i nostri occhi non vedono... in "Nekroantimateria" il nostro protagonista si rende conto dell'energia che vi è dietro la morte e il male, forza che annulla tutta la banalità che lo circonda, una forza di cui decide di nutrirsi, trasformando le menzogne del mondo di cui si parla in the art...in materia. In "Seeds of chaos", ormai il nostro "eroe" è invaso dalla follia e si erge a distruttore del mondo, con intento di ripopolarlo in seguito con una sua "progenie". La sua follia si conclude con lo scoprire la verità sulla creazione; ormai privo di senno (ma quindi consapevole! il senso del disco è proprio questo, più ti avvicini alla follia più scopri la verità, più ti avvicini al male più ne vieni invaso, lo comprendi ma perdi il senno e la ragione). Guarda dietro la maschera del creatore, egli non è altro che un essere vergognoso che si nutre del dolore del mondo e dei suoi uomini, creò la terra solo per farci provare ciò che lui non può sentire, essendo purtroppo immortale lui danna questa sua condizione; la canzone si conclude in un monologo in cui c'è la sintesi di questo suo dolore: la mia maledizione è l'eternità... e la tua maledizione sarà la mia eternità poichè soffrirai per sempre. In "Religion of the end" in fine, si parla dell'unica religione possibile ai nostri giorni vista la presa di coscienza sulla immonda creazione umana: quella di sopraffare gli altri uomini. Dietro ogni atto dell'uomo vi sono solo i suoi interessi personali e il suo odio, non esistono amici, non esistono affetti, nulla... che possa mai eguagliare il vile denaro. Questa visione ricordo che è una sintesi di romanzi horror e mitologia greca, per quanto riguarda "The curse of eternity"; fanno parte di un mondo horror fantasy che io stesso ho creato, prendendo spunti dalle sovracitate cose, il gruppo non tratta temi religiosi, noi creiamo semplicemente storie da brivido... forse con un fondo di verità e crudo realismo ogni tanto. In studio poi ne è venuto fuori uno in più di pezzo, che era fuori dai sette passi, c'era del tempo in studio e non valeva la pena buttarlo... quindi "Tales from Kadath" non è interno a questa "visione" ma comunque sia tratta sempre di tematiche horror. Kadath è la città dei sogni/incubi, secondo H.P. Lovecraft... Altri pezzi sinceramente erano in lavorazione ma non definitivi, non ci sentivamo di mettere cose incomplete o che comunque col tempo avremmo rimaneggiato troppo... comunque sia abbiamo una impostazione "progressive" nel suonare, quindi tendiamo sempre ad aggiungere o cambiare molte cose, finchè non siamo completamente soddisfatti da un pezzo.

Dopo questo inizio intervista un po' da "carogna", passo ai complimenti... mi chiedo però come mai siate dovuti ricorrere all'autoproduzione, mi sembra strano che nessuna label vi abbia preso in considerazione!
Buzz: Mah sembra strano si... ma non troppo alla fine per una band italiana...
pensi che non ci siano tantissime band meritevoli di maggiore interesse?
Io qui al sud ne conosco un sacco, ma qui da noi è molto difficile uscire fuori, dobbiamo faticare il doppio rispetto a qualcuno che vive già a Roma o più su, ti ricordo che qui non ci sono studi di incisione validi, non ci sono sale prove (la nostra ce la siamo costruita in un vecchio maneggio abbandonato, è quello che si vede nel video)... Di label interessate ai memories ce ne sono state in passato, ma sinceramente non le abbiamo neanche prese in considerazione, per via di accordi a mio avviso ridicoli...
Quando si tratta di "regalare" la nostra musica a qualcuno che non da' royalties nè tantomeno ti promette un adeguata promozione al tuo lavoro, nè ti organizza concerti, cosa cambia col fare tutto di tasca tua? Anzi... non è meglio?
Di 700 copie di "7 steps..." finora un 300 le abbiamo vendute, altre 100 date ad amici, a riviste, o a scopo promozionale... Ma a nostro gusto quantomeno! Oltre tutto pensa che chi compra il nostro disco da noi o tramite i nostri canali di distribuzione, sa' che i soldi sono andati alla band, sa' che grazie a lui
ci stiamo raccogliendo i soldi per fare il prossimo, sono piccole cose, piccole soddisfazioni personali, non nego che una label seria ci servirebbe... anche perchè non credo siamo da meno di certe persone che stanno sotto Nuclear Blast, e dal vivo puoi vedere la serietà e l'impegno, sia nel cd e nei nostri lavori, il nostro batterista è diventato un video maker, art director, ed era già un grafico, io un webmaster, tutti noi facciamo qualcosa per supplire alla mancanza di una label seria, ma... SERIA capisci?
Non so' se sai cosa intendo per seria... forse in Italia di serie ce ne stanno solo un paio.

Ricordiamo ai nostri lettori che non siete proprio dei novellini e che il vostro primo demo risale al 1995?
Buzz: Io formai la band nel 1995 aiutato dal mio amico Max, il primo drummer...
facevamo death melodico quando in Italia non c'era nulla di simile, quando in Italia c'erano Detestor, Sadist, Skizo, Glacial Fear e Necromass, (le band che ricordo con più piacere) ma di certo null'altro di valido sul death melodico, nulla proprio sul death svedese, che forse nemmeno tale si chiamava quando
stavo cercando di fondere elementi malmsteeniani con un genere brutale.
Ricordo infatti il primo demo come quasi un miracolo per alcuni, una band sweedish death in Calabria? ...impensabile.
"The clockwork" fu' in seguito la nostra idea di unire del progressive allo sweedish, in "Distorted perceprionz" venimmo però allo scioglimento
con gli altri membri... i quali gusti erano troppo cambiati e diversi dai miei... Dal 2002 sto' lavorando con questa formazione (Baroz, Bruno e Peppedrumz) che mi sta' dando soddisfazioni enormi, a loro devo il primo disco
prodotto come si deve, il primo videoclip... al loro impegno insomma, non che prima non lavorassimo bene, ma da parte loro c'è molta serietà... io sono e resto sempre una testa di cazzo (hehehe).

Non hai mai pensato che i problemi che stavate affrontando e che vi hanno rallentato avrebbero potuto addirittura darvi "il colpo di grazia"?
Buzz: Non so, i problemi erano relativi al poco interesse della vecchia formazione, come ti ho spiegato sopra i loro gusti sono cambiati parecchio, non ascoltano nemmeno più metal da quanto so' io, era chiara per me la necessità di dare una ventata di aria nuova e comunque avevo il precedente disco "Distorted Perceptionz" che stava andando forte, top votation su metal shock e psycho!, e altre riviste... non è stato troppo difficile risollevare la band, voglio dire, se le cose vanno bene basta solo tagliare i rami morti, anche se in questo caso erano 3/4 della band... credo di essere riuscito a mantenere quello spirito e quelle atmosfere, anche perchè le composizioni sono sempre state le mie...
poi aggiungici dei musicisti di livello elevato come questi ragazzi, non avevo paura di nessun colpo di grazia.

In fase di recensione ho scritto che i pezzi sono tutti nuovi... e proprio così o alcuni sono dei rimaneggiamenti e riedizioni di brani già inclusi, sotto altri titoli, nei precedenti lavori?
Buzz: No, sono tutti pezzi nuovi, "Sleeping bad consciousness" e un altro pezzo che poi non abbiamo inciso li stavo provando con la precedente formazione, ma nel cd comunque vi sono pezzi mai incisi... anzi, per problemi di tempo in studio non ne abbiamo fatti un paio in più...

Ho trovato piuttosto vario il tuo cantato, in grado di passare con disinvoltura dal growl allo screaming malvagio, diversi stili che hanno diversi significati all'interno dei singoli brani?
Buzz: Certamente, le voci si alternano come i personaggi del brano, la terza persona narrante in media è growl - voce pulita, le altre sono... in scream o sofferenti, a seconda della storia che si sta' raccontando, il risultato è volutamente molto teatrale, lo scopo è di "interpretare" il brano a mo' di una storia dell'orrore... lasciando immaginare quel che succede all'ascoltatore,
anche attraverso la modulazione della voce. Sto inoltre studiando altri modi di cantare per i pezzi che incideremo in seguito, vorrei che il cantato fosse il più vario possibile, poichè tratterò storie un po' complicate, una è sull'inquisizione spagnola, non dimenticatevi inoltre che sono un fan sfegatato di King Diamond.

Cacciamo (il tastierista) mi sembra essersi ben inserito nel sound del gruppo, forse si avverte la mancanza di una seconda chitarra... che ne pensate?
Buzz: Non so'... gusti... Una seconda chitarra l'abbiamo sempre avuta e ci abbiamo combattuto, perchè faceva di testa sua, sbagliava continuamente...
vedi un po' la difficoltà tra le altre cose di trovare musicisti seri al sud... poi io non faccio ritmiche semplici, non è facile trovare qualcuno che mi stia dietro... spesso è addirittura assai se trovi qualcuno che vada a tempo.
Diciamo che ci troviamo meglio così... tanto in studio ne metto 4 di chitarre incise, live... ci aiutiamo con Bruno... che mette un po' più di tastiere del dovuto apposta per aumentare l'impatto.
Ma sinceramente live finora non si è mai lamentato nessuno.

Un altro aspetto che mi ha colpito di "7 Steps To Nothingness", è stata sicuramente la copertina, ottima scelta di immagine e colori... come è nata?
Peppedrumz: Ti ringrazio, sono io l'artefice... ahahah...! Scherzi a parte, mi sono occupato io della veste grafica, lo faccio ormai da un pezzo, infatti ho realizzato diversi lavori a vari gruppi del sud. "7 Steps to nothingness" è un titolo forte, per cui occorreva che la copertina e tutto il resto della grafica del cd ne fossero all'altezza, soprattutto però dovevano rimandare immediatamente al titolo del disco e far capire quali fossero le tematiche che volevamo affrontare nelle canzoni, ancor prima di ascoltarle. La cover è un po' la mia trasposizione del concetto di Nietzche per il quale "nel momento in cui cerchi di guardare nell'abisso è già l'abisso stesso che guarda dentro di te", infatti nella cover l'uomo che guarda attraverso quella finestra in realtà scruta nel nulla, ma non si accorge che il nulla lo sta già divorando.

E non vi siete nemmeno tirati indietro davanti alla possibilità di fare un video, quello di "Nekroantimateria"!
Peppedrumz: Il video è uno strumento che è stato decisamente sottovalutato in passato, nonchè snobbato da alcune band. Noi riteniamo invece che sia un ottimo strumento di promozione, molto più di un mp3, per l'ovvia ragione che a parte la musica, le immagini aiutano molto a far capire il messaggio, o più semplicemente il tema, della canzone stessa. Ha giocato a favore nostro il fatto che io mi occupo, a parte che di grafica, anche di video-editing, per cui il montaggio è stato a costo zero, altrimenti sarebbe stata una spesa decisamente fuori dalla nostra portata. Chi fosse interessato può scaricarlo, ovviamente gratuitamente, dal nostro sito www.memoriesofalostsoul.com e poi inviarci commenti o critiche. Ci teniamo a sottolineare che buona parte del video è stata girata in un forte di guerra risalente alla fine dell'ottocento che si trova nella periferia di Reggio Calabria e che allo stato attuale è totalmente incustodito e per il quale non ci sono misure che mirino a preservarne l'integrità e la straordinaria bellezza.

Recentemente avete poi avuto la possibilità di fare alcune date davvero importanti, come sono andate le cose? Ci sono altri impegni nell'immediato futuro?
Buzz: Beh, dopo aver suonato da supporto a Rotting Christ e Grave, dopo i Vision Divine e altre belle cosette, i Memories stanno seriamente pensando di raggiungere i loro fans un po' più al nord, non siamo mai saliti più in su
di Roma... sinceramente dalla Calabria è un casino!... Ma ci stiamo adoperando per fare qualcosa.

1... 2... 3... 4... 5... 6... 7... ok, io ho raggiunto il nulla! Ora siete voi che dovete "raggiungere" i nostri lettori...
Peppedrumz: Vogliamo prima ringraziare Eutk per lo spazio che ci ha concesso. Invitiamo chi non ci conosce ed ha letto questo ad avvicinarsi al mondo memories, a scaricare il video nuovo e gli mp3 e a farci partecipi delle loro opinioni a riguardo... Fate un salto ai nostri live se ci sono date vicine alla vostra città, non sarà tempo perso... Promesso!!!
Buzz: I Memories non molleranno mai, supportateci sempre e ordinate il disco nuovo che è bello!...ahahah...

INTERVISTA SULLA WEBZINE WWW.METALLUS.IT

Attivi da dieci anni nell’underground tricolore, i calabresi Memories Of A Lost Soul presentano ai lettori di Metallus il nuovo full-length ‘7 Steps To Nothingness’, un disco autoprodotto che ha del miracoloso. Forse nessuna band italiana ha mai suonato così “svedese”, in un perfetto connubio tra l’aggressività e la tecnica della componente death, l’eleganza e la melodia dei passaggi progressive.
Passione, coerenza e filosofia underground sono le caratteristiche su cui i Memories Of A Lost Soul poggiano la loro ricerca in campo musicale. Ne parliamo con il cantante/chitarrista, nonché leader della band, Buzz e con gli altri ragazzi del gruppo.

Per prima cosa vi chiedo di presentare i Memories Of A Lost Soul ai lettori di Metallus, citando le vostre release discografiche e i momenti più significativi della vostra carriera.
Buzz: “Cominciamo dicendo che ci siamo formati da un’idea mia e di Max (il primo drummer) nel lontano 1995, quando in Italia di band estreme a buon livello ce n’erano veramente poche. Un demo d’esordio venne stampato in settecento copie e venduto anche all’estero in formato cassetta audio, allora costava troppo fare un CD…La cassetta diventò nel giro di pochi mesi una demotape-culto che ci fece conoscere in Europa e soprattutto in Francia, tant’è che Adipocere Records decise di inserirla nel suo catalogo e in Francia nacque il primo fan club estero dei Memories. Il demo venne oltretutto lodato sulle riviste specializzate: Metal Shock gridò al miracolo perché nessuno si sarebbe mai aspettato all’epoca una band di death svedese in Calabria. La nostra fama poi si consolida nel 1998 con ‘The Clockwork’, dove vi è il primo esperimento di voci femminili e tastiere, che tutt’oggi sfruttiamo in molte composizioni... Il gruppo comincia da allora a farsi notare per la voglia di suonare un death metal particolare, più melodico e progressive. Anche questo demo viene ben accolto dalla stampa e dai fans.
Nel 2002 registrammo ‘Distorted Perceptionz’: è il primo disco autoprodotto ed è top album nelle principali riviste, viene lodato nelle principali internet magazines... Nel frattempo il gruppo ha svolto un’ intensa attività live: Agglutination Festival, live di supporto a band italiane come Vision Divine, Natron o Undertakers, estere come Rotting Christ e Grave....Con una nuova formazione, nel 2004-2005 i Memories Of A Lost Soul vi presentano questo ‘7 Steps To Nothingness’, che se vogliamo è semplicemente quello che ho imparato in questi dieci anni di death metal, ma questa volta con una band molto più preparata.”

Vi vorreste ora presentare uno ad uno, illustrando il vostro ruolo nella band e le vostre principali influenze a livello musicale?
Buzz: “Io provengo dal death metal vecchio stile: Death, Morbid Angel, Deicide, Sepultura. Fino ai 18-22 anni nello stereo avevo inserito fisso ‘Arise’ dei Sepultura (tutto sommato pure ora)… In seguito negli anni mi sono destato con ‘Demanufacture’ dei Fear Factory, ho gridato al miracolo con gli At The Gates, mi sono esaltato coi Dark Tranquillity di ‘The Gallery’, scoprendo che il vero unico modo in cui potevo unire potenza e melodia era proprio il death melodico, probabilmente l’ideale per me per unire certi stati d’animo che sentivo ad un modo di suonare comunque potente, efficace, destabilizzante.”
Peppedrumz: “Personalmente provengo da un background non propriamente legato al metal estremo, ma più orientato verso il metal progressive. I Dream Theater, anche se scontato, mi hanno influenzato molto fin da quando avevo 16 anni. Comunque nella scena death apprezzo moltissimo i Death dell’ultimo periodo e gli Opeth. Dal punto di vista della batteria nello specifico ovviamente Mike Portnoy su tutti, ma anche Richard Christy, Gene Hoglan e Terry Bozzio.”
Bruno: “Per quanto mi riguarda di un passato “metal” ho ben poco in quanto sono un pianista di estrazione classica, devo ringraziare il leader di questo gruppo se sono riuscito a vedere nel death metal il modo migliore per esprimere i miei sentimenti, le mie emozioni, la mia angoscia. Le mie influenze sono i primi Covenant, Dimmu Borgir e gli ultimi Dark Tranquillity, devo molto a “mostri” come Beethoven e Bach ma senza ombra di dubbio, chi mi ha affascinato è da sempre Claudio Simonetti!”
Baroz: “Anche io come Buzz vengo dal death metal vecchio stile, in particolare quello di stampo floridiano, ascolto praticamente solo quello (e un po’ di progressive, soprattutto Dream Theater). Adoro il basso quando fa vibrare le budella, ma ogni tanto, quando possibile (e quando gli altri del gruppo non mi lanciano occhiatacce) cerco di sviare un pochettino…”

‘7 Steps To Nothingness’ è un disco che stupisce per la sua maturità. A mio parere il principale punto di riferimento rimane il death metal svedese ma non mancano elementi, se così vogliamo definirli, più “gotici” o “progressive”. Siete d’accordo con la mia definizione?
Buzz: “Beh, credo dipenda dal fatto che alla mia esperienza di death svedese si è aggiunta appunto una nuova formazione con idee molto progressive e (come me d’altronde...)sempre alla ricerca di un contenuto melodico che oltre al testo ti faccia pensare, riflettere... senza contare che comunque siamo musicisti che suonano da molto tempo (una media di dieci anni a testa), il batterista proviene da un gruppo progressive ed il tastierista da studi di conservatorio, il bassista militava già in altre band underground comunque conosciute.”

“Sette scalini verso il nulla”. Un titolo che sembrerebbe flirtare con la malinconia e il pessimismo...è così?
Buzz: “Sinceramente volevo che questo disco chiudesse una serie di discorsi rimasti aperti: nei titoli dei pezzi e nei testi dei Memories c’é da sempre un filone da seguire, una sorta di ciclo con una trama che si espande negli anni. Un ciclo che si è aperto con ‘Son Of My Satanic’ parlando della nascita... e in seguito con ‘The Clockwork’ e ‘Distorted....’di crescita-sviluppo... di un qualcosa di cui ‘7 Steps…’ ne è inevitabilmente la fine. ‘Sette passi verso il nulla’ vuole appunto indicare una ricerca (come nella formula di una caccia al tesoro) che già dall’inizio conosciamo come una ricerca vana, come qualcosa che comunque ci condurrà alla nostra fine. Per me è una metafora della vita, ma sostanzialmente è anche una condizione necessaria per chi come me, amante di Lovecraft e comunque di racconti horror, sa che ad ogni modo, qualsiasi sforzo l’uomo faccia servirà solo ad arginare il problema, forse a contenerlo, ma mai ad eliminarlo alla radice. Comunque sia è un disco assolutamente pessimista sotto questi punti di vista, ma nasconde anche contenuti molto positivi, invita comunque l’ascoltatore a godere di ciò che si ha in vita, ad apprezzarne ogni momento, ma soprattutto a non mollare mai proprio come facciamo noi Memories... La malinconia di cui tu parli, probabilmente oltre ad essere sempre la componente principale della nostra musica, è dovuta anche alle zone dove viviamo. Prendi ad esempio il fortino in cui abbiamo girato il video: la Calabria e la Sicilia per me sono tra i posti più malinconici del mondo, qui è tutto “abbandonato”, lasciato all’incuria e all’erosione del tempo comprese le persone che ci vivono, è tutto molto “nekroantimaterico” diciamo... eh, eh, eh! (Si riferisce a ‘Nekroantimateria’, uno dei brani del CD, N.d.a.). Se vogliamo la nostra è anche una piccola denuncia, penso che di quel fortino al Nord ci avrebbero fatto un ostello come minimo!!!”

La cover è impressionante...cosa rappresenta questa persona dal corpo dilaniato?
Peppedrumz: “L’intenzione della cover è quella di far capire ancor prima di ascoltare il disco quelle che sono le tematiche affrontate: c’è un uomo completamente solo che guarda attraverso una “finestra” che sporge nel Nulla, il problema è che già nel momento in cui cerca di scrutare nel nulla, è il nulla stesso che già lo sta divorando. Il significato di fondo vorrebbe anche essere la trasposizione figurativa del concetto di Nietzche “nel momento in cui cerchi di guardare nell’abisso è già l’abisso stesso che guarda dentro di te”. La sensazione principale che ci siamo prefissati di trasmettere è quella di una asfissiante angoscia dalla quale è praticamente impossibile scappare, nonostante si possa provare all’infinito. E’ un alone di negatività che gira attorno a tutte le esperienze umane.”
Buzz: “Sì, la cover mi piace, bravo Peppedrumz! Personalmente credo che sia la prima cover della band che oltre a far capire che gruppo siamo e di che tematiche trattiamo, sia comunque molto valida ed “esportabile” anche all’estero. In termini di professionalità, le band italiane passano sempre in secondo piano rispetto a quelle estere anche per questo punto di vista, ma noi stiamo cercando di curare ogni cosa: grafica, sito web, quindi (oltre alla musica), anche un bell’aspetto per il nostro CD.Di solito per queste cose ci sono persone addette, ma noi in Calabria siamo tagliati fuori. Non abbiamo trovato in questi anni una label che ci soddisfacesse e quindi ci siano dovuti arrangiare per i fatti nostri praticamente quasi in tutto.”

Volete illustrarci il background lirico dell'album? Quali argomenti trattate nei testi? Quali sono state le vostre principali fonti di ispirazione?
Buzz: “Dunque, i testi li scrivo io di solito perché sento i Memories come qualcosa di molto personale, sopratutto sotto questo punto di vista. Se qualcosa negli anni è cambiato, non sono certo le tematiche, che comunque cerco di portare avanti anche per un discorso di tradizione. Di solito prendo ispirazione da quello che mi circonda, ma spesso, e in particolare per questo disco, da quello che ho dentro. Non per niente è più pessimista rispetto ai precedenti, non è stato un buon anno per me e ad ogni modo anche se le cose a livello di gruppo vanno bene, credo che meriteremmo molto di più dopo dieci anni di sbattimenti vari. Più nello specifico comunque i testi parlano di letteratura horror in genere, sono storie che mi invento da buon amante di Lovecraft, Edgard Allan Poe e Nietzche (ogni tanto c’è pure un tocco filosofico). Come ho anticipato sopra, sono storie che comunque hanno un filo dal primo demo fin ad ora, in cui agli elementi letterari mischio vicende personali ma anche tematiche attuali, come la guerra o le ingiustizie di cui il mondo è pieno. Vorrei che la gente si svegliasse, che capisse che il mondo non é quello visto alla televisione, che spesso la superficialità non ci fa vedere la sofferenza del nostro vicino di casa, mentre i media ci distolgono su quello che fa notizia.”

Nonostante l’autoproduzione il lavoro vanta comunque un suono molto buono, come avete proceduto durante la fase di registrazione e missaggio?
Peppedrumz: “Ho iniziato io ovviamente con la batteria, ma in cuffia non ho voluto sentire strumenti guida, solo il click, in modo di essere più libero nell’interpretazione delle varie parti. Dal punto di vista prettamente tecnico il suono della batteria è rimasto quello acustico originale, ho usato il trigger solo sulla cassa.”
Buzz: “Non pensavo uscisse così bene questo disco, davvero, non perché non credevo nelle capacità della nuova formazione, ma perché di solito, quando fai qualcosa per la prima volta, anche se sei molto bravo, qualche problema lo incontri sempre per un discorso di adattamento. Per molti era il primo disco death metal, per altri il primo disco in studio. Io mi sono comportato come al solito anche in questo disco, prima ho inciso due chitarre usando una testata Marshall e la mia B.C. Rich, poi ho vomitato la mia rabbia al microfono.”
Bruno: “Le tastiere sono state registrate dopo le chitarre al fine di dialogare con loro e non soffocarle (come spesso accade...) dando al disco un’atmosfera che il nostro Buzz ama definire teatrale! Ogni suono è stato registrato su una traccia dedicata in modo da poter controllare indipendentemente ogni sfumatura e gestire al meglio gli incastri tra le varie parti... Poi che dire, ho avuto la fortuna di collaborare con un fonico che ha saputo dare vita e anima ad ogni nota dei miei synth!”
Baroz: “Il basso è stato registrato su due canali, uno preso dalla D.I., l’altro preso microfonando l’ampli.. Devo dire che il fonico ha fatto un gran lavoro, è la prima volta che sono soddisfatto del suono del mio basso nel contesto di un CD.”

Quali pensi che siano i brani più rappresentativi del vostro sound, e perché?
Buzz: “Per quanto mi riguarda nel disco nuovo sento più “Memories” ‘The Art Of Never’ e ‘The Curse Of Eternity’, intanto perché si riallacciano alle nostre tematiche; ad esempio ‘The Art Of Never’, parla del problema di ogni uomo di riuscire ad essere sempre se stesso, di riuscire a vivere in generale, l’arte di mai è il nostro vivere.
‘The Curse…’ si riallaccia a ‘Distorted…’, in un certo senso per me è la nuova ‘The Negative Man’. Oltre al testo poi, c’è anche un discorso di sonorità che mi sembra più continuativo rispetto ai precedenti lavori.”

Siete attivi da dieci anni nel panorama underground e nonostante l’indubbio spessore della vostra musica, non siete in possesso di un contratto. Perché a vostro parere?
Buzz: “Beh, a mio sincero parere perché non lecchiamo il culo a nessuno. Siamo a mio avviso la migliore band nel genere death melodico che c’è in circolazione, e quindi non firmiamo con piccole etichette che ti stampano i dischi e poi se ne fregano, non paghiamo come promoters persone che suonano come noi ma a cui evidentemente preme di più il vile denaro, non facciamo nulla che non sia per nostra passione ma sopratutto per nostro gusto, questo è l’underground...Ha i suoi pro e i suoi contro, ma a noi attualmente va bene così.
Quando un giorno una label seria crederà in noi, come ci crediamo noi e i nostri fans, vedremo cosa fare. Intanto, per quel che costa farsi un CD al giorno d’oggi, preferiamo fare da soli, abbiamo i nostri canali per distribuirli, senza regalare niente a nessuno.”

Come vedete la scena metal italiana? Quali sono a vostro parere i suoi principali punti di forza e quali quelli di debolezza?
Buzz: “Allora, io sono uno che supporta l'underground da dieci anni, mando avanti i miei amici prima di me, spedisco i demo di tutti. Di recente, causa la mia opinione sull’underground odierno, non mi interesso più molto alla scena italiana come la chiami tu. Per me è piena di persone che non sanno suonare, piena di singer che non sanno cantare, piena di gente che si fa un CD perché ha i soldi per farlo e magari anche meglio di noi. Si preparano un disco in un mesetto tutto ben triggerato, tutto che suona bene, poi magari trovano una label buona addirittura. Il risultato è intasare l’underground, produrre un ottimo pezzo di plastica che suona bene ma privo di anima, perché quando dentro non vi è “musica”, non vi è anima, ma solo rumore.
Mi ricordo ancora il primo demo dei Memories a cassetta, quando ancora non vendevano i masterizzatori CD, quando il digitale non aveva preso il sopravvento e i dischi con la “sound blaster” non potevi farli. E mi ricordo che andava avanti chi aveva le palle, chi valeva, chi si impegnava, chi sapeva suonare...Ancora me li ricordo gli amici Sadist con Tommy Talamanca, me li ricordo i Necromass, le vecchie band italiane. In generale la mia idea sull’underground è che in pochi suonano bene, in pochi meritano di andare avanti, ed invece chi va avanti è chi spende un patrimonio in promoters e in demotape che suonano meglio dei CD comprati.”

L'ultima domanda è tutta per voi. Toglietevi pure qualche sassolino dalla scarpa, lanciate un messaggio, un appello o semplicemente un saluto ai nostri lettori.
Buzz: “Beh, stiano tranquilli i ragazzi che ci supportano: se suoniamo è soprattutto per voi, se vi diamo emozioni è perché voi ci chiedete di farlo, finché lo farete noi non smetteremo mai, venite ai liveshow, compratevi i nostri CD, se non avete i soldi per prenderlo originale… ve lo masterizziamo noi!”

INTERVISTA SU SILENT SCREAM WEBZINE

Le qualità ci sono, sia esecutive che compositive. La convinzione e la fiducia nei propri mezzi, poi, non mancano di certo…chi potrà fermare la corsa dei Memories Of A Lost Soul? La band calabrese è ancora agli inizi, ma dalle parole di Buzz e Peppedrumz si nota che non ha remore nel prometterci grandi cose per il futuro. Leggete, leggete…

Banalmente, ma inevitabilmente, iniziamo da una piccola biografia del vostro gruppo: chi sono i Memories Of A Lost Soul?

Buzz: Ci siamo formati nel 1995 da un idea mia e del primo batterista ed abbiamo fatto un primo demo di death svedese, lo scopo gia' allora era di unire tematiche horror - fantasy ad un death metal di stampo svedese. Col tempo ci siamo evoluti in un death-black sinfonico, nel 1998 esce il primo promo autoprodotto e l'Italia grida al miracolo, di fronte alla prima band che suona questa musica ad un certo livello, dal sud Italia. Facciamo numerosi tour e concerti per la penisola e ci facciamo conoscere grazie ad Adipocere e Beyond Prod anche all'estero (in Francia sopratutto) fino al 2002, anno in cui esce "Distorted Perceptionz", il primo disco autoprodotto, che viene definito dalla stampa italiana (Metal Shock e Psycho) il miglior cd di death-black in uscita per un gruppo underground italiano. Sinceramente, per essere concreto, definirei i Memories come un gruppo che suona riffs di chitarra death metal con l’aggiunta di tastiere che danno atmosfere black…poi ognuno avrà il suo punto di vista, chiaramente. Attualmente, anche grazie ad un cambio di formazione, il genere e' diventato ancora più personale: a mio avviso questo "7 Steps To Nothingness" segna il punto della maturazione decisiva, in cui i Memories trovano una vera "pelle" da indossare e da portare avanti per molto tempo.

Il vostro è un nome particolare ed anche suggestivo: come l'avete scelto e che significati reconditi nasconde?

Buzz: Un doppio significato, poiche' nelle nostre tematiche c'e' sempre un dualismo: memorie di un’anima persa, la mia anima, poiche' spesso nei testi parlo di certi miei ricordi o di come vedo il mondo, o di alcune mie sensazioni...quindi e' un po' autobiografico se vogliamo...dall'altra parte, indica anche il tipo di musica che e', fin da quando abbiamo iniziato, evocativa, triste e malinconica. Molti fans hanno descritto quello che facciamo come "musica disperata": mi piace pensare davvero che ad alcuni faccia ricordare dei momenti della vita, anche tristi, ma visti con rimpianto, perche' non torneranno piu'. Grosso modo i significati sono questi, aggiungi anche che "Memories Of A Lost Soul" e' un libro che trova un personaggio "lovecraftiano" nel primo game per pc "Alone In The Dark" in cui egli racconta la dannazione della sua vita. I significati poi sono molteplici, io ti ho descritto quelli che valgono per me.

Quella di suonare musica estrema è, per voi, più una passione da coltivare, un'esigenza da esprimere o qualcosa di diverso?

Buzz: Se parli di me, sinceramente e' l'unica musica che sò fare perchè sono proprio troppo estremo (ride)…ho provato a fare musica più calma ma non ci riesco, si vede che ho ancora qualcosa dentro da sfogare.

Nel complesso la musica che suonate non è così facilmente etichettabile.

Buzz: Secondo me no, ha la sua etichetta, ed e' "musica disperata". Con queste parole ci descrive un nostro fan, a ragione del fatto che evidentemente non stiamo sprecando il nostro tempo. Tu puoi chiamarla metal o death o black, ma in qualsiasi genere tu voglia spostare il nostro sound, resta uguale la carica di contenuti emotivi, di sentimenti, di musica nella sua essenza...ne e' la riprova il fatto che nel corso degli anni il sound si e' evoluto, ma i contenuti sono rimasti quelli che ci contraddistinguono, quelli che fanno fede al nostro monicker in sostanza...la "memories of a lost soul music” esiste, come esistono certe sensazioni nell'animo umano, come ad esempio esiste il fatto che, aldila' del genere in cui tu voglia metterla, riesce a esprimere le stesse sensazioni a chiunque. Non a caso, chi si avvicina a noi spesso non ha nemmeno ascoltato metal prima, eppure facciamo un genere estremo. In sostanza, proprio in base al discorso che ti ho spiegato, la mia risposta e' che credo siamo facilmente etichettabili come noi stessi, difficilmente etichettabili sotto altri gruppi o generi.

Va da sé che questo deve essere considerato un pregio, ma come descrivereste a parole la vostra proposta a chi non vi ha mai ascoltato?

Buzz: Mah, secondo me e' musica che merita di essere ascoltata, per il semplice fatto che scaturisce dall'anima, senza finzioni, senza cercare di imitare nessuno o nessun genere, solo per uno sfogo personale, solo perche' certe sensazioni vogliamo tirarle fuori, sperando che qualcuno le condivida, allo scopo di non farci sentire soli. Per me e' musica allo stato puro, oltretutto ben suonata, un binomio che oggigiorno manca nel panorama nazionale.

Provate a fare una panoramica dei vostri ascolti: ciò che vi ha influenzato in passato e ciò che vi piace ascoltare in questi giorni...

Buzz: Mah, le mie influenze metal sono sopratutto nel death metal anni 80/90, poi sinceramente oggi come oggi ascolto tutto tranne metal, escono pochi gruppi decenti, preferisco sentire pop anni 80 o musica ambientale, l'ultimo vero disco che ho comprato e' "Riding With The King" con B.B.King ed Eric Clapton, e non e' un disco metal... l'unico vero disco metal che ho ultimamente apprezzato e' “The Sound Of Perseverance” dei Death. Poi, riguardo gli altri, sò che il nostro bassista perlopiu' adora il brutal, il nostro batterista il progressive, per il tastierista, credo di metal solo i Dimmu Borgir. Per il resto roba da film horror, tipo Simonetti.

Con onestà e senso della misura, fin dove vogliono arrivare i Memories Of A Lost Soul?

Buzz: Sinceramente? Io senso della misura non ne ho. Da soli abbiamo realizzato un disco nuovo ed un video, che se consideri gli ovvi limiti di un autoproduzione (anche se il disco e' prodotto in modo ottimo, ma di certo non come se avessimo le spalle coperte dalla Nuclear Blast) rasenta la perfezione. Ma aldila' di questo, ti diro' che credo siamo l'unica band underground che suona musica degna di essere definita tale, sia in panorama metal e non, una tra le poche band che arriva tramite le sue note al cuore e al cervello di tante persone, che suona musica che non lascia il tempo che trova, e che a mio avviso, messa in condizioni pari a band tipo Cradle Of Filth e similia (mi riferisco alle grandi promozioni e produzioni) non avrebbe nulla da invidiare, nemmeno ai mostri sacri. Quindi, che debbo dirti? Dove vorremmo arrivare? O dove dovremmo già essere forse sarebbe più giusto dire…tra l'olimpo delle band più famose. Mah...vedremo...chi vivrà vedrà!

Attività live, croce e delizia per molte band italiane di metallo estremo: quanto è importante questa vostra dimensione e con che frequenza riuscite a trovare palchi su cui suonare?

Peppedrumz: E' fondamentale! Il rapporto che abbiamo col pubblico durante i nostri live è davvero speciale, interagiamo molto con i ragazzi che vengono a vederci...cerchiamo sempre di dare il meglio di noi stessi, e cerchiamo, dove possibile, di suonare il maggior numero di pezzi. Pensa che in tutti i nostri concerti proponiamo sempre almeno due o tre pezzi che faranno parte del disco che dobbiamo ancora registrare, "testiamo" i brani dal vivo, e poi li registriamo in studio: incidiamo solo pezzi che possiamo riproporre al meglio in sede live. Per quanto riguarda la frequenza con cui ci esibiamo ti do dei dati: da febbraio a dicembre 2004 abbiamo fatto ben 15 esibizioni live, in concerti e festival, da Bari a Ragusa, di supporto a bands di un certo spessore: Rotting Christ, Grave, Undertakers, Glacial Fear, Disguise...

Liberamente scaricabile dal vostro sito (http://www.memoriesofalostsoul.com) c'è il video, tra l'altro molto professionale, del brano "Nekroantimateria": credete molto in questo strumento di diffusione della musica, da molte band heavy invece decisamente snobbato?

Peppedrumz: Grazie per il complimento: regia, sceneggiatura, editing e montaggio del video sono opera mia! Per rispondere alla tua domanda, crediamo molto in questo strumento, l'abbiamo realizzato proprio per questo, e non come qualcuno insinua per fare le rockstars! Penso che nessuno strumento di pubblicità, anzi di diffusione, debba essere snobbato...guardiamoci intorno, siamo nel 2005 ormai, ci si può attaccare ad un computer e scaricare un film in meno di mezz'ora, lo stesso vale per i dischi, a questo punto abbiamo deciso noi di dare gratis qualcosa di molto interessante ai nostri fans o a chi si volesse avvicinare a noi, il video è forse il mezzo migliore per raggiungere più persone.

Un caloroso saluto finale ed un ringraziamento per la vostra disponibilità. Non prima, comunque, di chiedervi cosa stanno preparando i Memories Of A Lost Soul…

Buzz: Quello che prepariamo per il futuro e' un nuovo grande inizio. Le nostre opere sono state un ciclo e "7 Steps To Nothingness" ne segna la fine. “Sette passi verso il nulla” per me sono stati una ricerca interiore, terminata con la consapevolezza che esiste solo il nulla per noi... e dopo una conclusione, a meno che non vi sia proprio la fine, c'e' solo un nuovo, grande inizio... Il nostro debutto fu nel 1995 con “Son Of My Satanic Creation”, ed in copertina vi era un angelo del male, combattente e voglioso di vendetta contro le bugie del mondo: vi lascio pensare che il prossimo sarà simile, ma con una coscienza superiore, dopo aver capito che c'e' solo il nulla. Toccherà reagire con un bel "chissenefrega" e pensare solo a distruggere tutto, a prendersi quello che ti spetta senza pensarci tanto. I pezzi nuovi saranno sulla scia di “7 Steps…”, ma meno tristi e più carichi di odio, più esaltanti. Credo sarà molto più maturo anche tecnicamente, visto che la formazione era in rodaggio in quanto nuova, ma ormai credo che siamo molto maturati anche a livello coesione di gruppo.

ECCO COSA PENSA DI NOI "IL QUOTIDIANO" RIVISTA NAZIONALE

I Memories of a lost soul, ovvero Giuseppe Nicolò detto “Buzz” (chitarra/voce), Giuseppe Patamia detto “Baroz” (basso), Peppe Costa (batteria) e Bruno Caccamo suonano un genere molto particolare che definiscono “Death black sinfonico”. “Buzz”, leader del gruppo dice: “cerchiamo con la nostra musica di parlare di cose di tutti i giorni viste però in modo opposto partendo da canoni diversi, trattiamo tutto ciò che può succedere in modo inspiegabile, e che viviamo giornalmente grazie alla nostra normale percezione. Il nostro nuovo disco “7 steps to nothingness” (7 passi verso il nulla) è una vera e propria ricerca interna che porta paradossalmente al vuoto e alla non essenza. C’è una persona che lotta per raggiungere qualcosa e una volta arrivato “al traguardo” si rende conto che la sua vita è stata vana”.
Il problema del non riuscire ad essere mai quindi, che confondendosi tra filosofia e quotidianità, sembra essere qualcosa d’irreale che invece investe la maggior parte della gente. Soprattutto i giovani. Per fortuna c’è la musica, che usata per divertimento, intrattenimento, sfogo o per creare emozioni, per fortuna riesce sempre a dare un senso alla vita di ogni uomo.

INTERVISTA SULLA RIVISTA PSYCHO! DI SETTEMBRE 2004

(view the image)

1.Nonostante un periodo in cui il black metal mostra la corda da un punto di vista compositivo,
siete riusciti a dare un taglio fresco ai vostri brani. Dove pensate che sia il segreto?
Risposta:
Non so' se c'e' un segreto....
i Memories of a lostsoul partono da una tradizione vecchia di death metal svedese, partendo da "at the gates"
passando in 10 anni di underground, per un po' tutti i generi di metal estremo, dal death melodico al black sinfonico,
il nostro sound e' semplicemente quello da cui siamo partiti, influenzato negli anni da varie sonorita', e' maturato e sopratutto
quello che non avviene nella maggiorparte dei gruppi di ora che fanno questo genere, e' diventato personale.

2.Come vedete voi la scena black metal italiana e anche quella straniera.
Risposta:
Sinceramente in italia penso con vanto o con cognizione di causa, questo lo diranno gli altri, di annoverarci tra i pochi gruppi
coerenti da un decennio, in italia molti gruppi seri, purtroppo hanno abbandonato, in quanto c'e' da dire che questo paese
non e' propio una terra fertile per il metal, la gente non vede i frutti del loro lavoro si stanca presto....
di solito escono gruppetti che durano un mesetto o due, un anno al massimo,
il mese dopo o sono scomparsi o fanno nu metal.
Forse parlo cosi' perche' vivo al sud, ma il black metal qui in italia per me ha conosciuto i suoi fasti qui, in sicilia sopratutto,
coi sinoath, gli infernalia, agghiastru, art inferno, circumventor e tutti coloro che per i posti in cui vivono,
il male se lo sentono addosso.
La scena straniera? mmm spesso sono solo chiacchere, che rivestono dischi realizzati al computer con batterie fintissime e
chitarre giocattolo, sinceramente, mi fanno ridere le croci capovolte ora, quando 7 anni fa' spaccavano il culo
i malevolent creation o i deicide, se mi parli di black metal penso ai grandi del passato, a coloro che lo hanno inteso soprattutto come
filosofia, ma non dimenticarti che parli con uno che ha sempre scisso la musica da queste cose, io nei miei cd metto musica,
le mie idee anticristiane, se ne avessi, le terrei per me.
in generale quello che mi dispiace della scena black estera e' che non vedo molto rispetto tra i gruppi, si tagliano dietro e si
scannano un po troppo, in italia questo avviene pure, tranne qui in calabria e sicilia, dove c'e' propio un altro mondo, ci
aiutiamo, ci organizziamo i concerti a vicenda, e non per niente ci sto' io no:)?

3.La vostra crescita è stata costante e molto apprezzata, non avete paura che ora ci si aspetti molto da voi?
Risposta:
Sarebbe ora che invece si facesse qualcosa per noi! :) (scoppia a ridere)
visto che sono anni che facciamo buona musica senza trovare un valido strumento di distribuzione, come gruppo italiano
vendiamo circa 500/600 copie dei nostri cd circa, anche se sembra ridicolo per molte band arrivate, ti assicuro che non lo e'
per una band che fa' death in italia e sopratutto i dischi se li autoproduce, se fossimo supportati da una label seria ne
faremmo fuori migliaia senza presunzione, visto che abbiamo costruito da soli in 10 anni un giro praticamente tutto nostro, tra
concerti, fan clubs anche all'estero, senza scherzare questo mese ho spedito almeno un centinaio di cd solo in francia,
e tieni conto che i dischi oggi si masterizzano, senza contare che il cd nuovo e' gia' tutto da scaricare sul sito.
Faremo sempre la nostra buona musica e se ci si aspetta qualcosa da noi, non puo' che motivarci di piu' a non arrendersi,
penso che non ci arrenderemmo lo stesso comunque (ride) ma cmq , questo cd e' dell'anno scorso, ad agosto di ora
stiamo gia' per registrare il nuovo, e dopo un anno di migliorie, il prossimo cd sara' spaventoso.

4.Perchè, secondo voi, ci si avvicina al black metal?
Sinceramente non so gli altri, ma noi abbiamo sempre fatto death svedese e nel tempo del black, ci e' piaciuto inserire qualche testo
e qualche contaminazione nel sound, rendendolo piu' cupo, grazie anche a qualche tastiera qui e la',
penso che la componente black per noi fosse necessaria visto che volevamo esprimere qualcosa di piu' triste e angosciante,
negli anni le tematiche dei memories sono diventate sempre piu' oniriche e tetre......quindi anche la musica doveva esprimere
questo, il nuovo cd che faremo ad esempio te lo vado anticipando, verra' concepito come un racconto horror - fantasy,
con un inizio, dei veri capitoli articolati ed una eclatante fine, un nuovo concept album per i memories dunque,
sara' qualcosa di molto forte, aspettatelo con impazienza.

INTERVISTA SULLA RIVISTA METAL SHOCK

ATTIVI DA DIECI ANNI, I MEMORIES OF A LOST SOUL, SI PRESENTANO CON UN NUOVO, OTTIMO ALBUM, NE ABBIAMO PARLATO CON BUZZ.

Appena avuto modo di ascoltare il nuovo, ottimo, lavoro dei Memories of a lost soul ho ritenuto opportuno contattare Buzz per permettergli di raccontare la storia di un gruppo che, dopo dieci anni continua imperterrito a comporre grande musica e meriterebbe un appoggio ed una distribuzione degni di questo nome, ecco cosa di ha detto Buzz.

1.In sede di recensione ho definito la vostra musica "potente, di classe, ed ipnotica" credi che possa bastare per definire la vostra proposta senza ricorrere alle solite etichette?

Credo tu abbia, con pochi aggettivi, spiegato la musica dei Memories: cerca di trasportarti in altri mondi, adesso ancor di piu' grazie all'uso delle tastiere; mi piace molto "ipnotico" in quanto meta' dei nostri concepts trattano del mondo dei sogni (vedi Tales from kadath), di incubi che si trasformano in realta', insomma... se ti ho comunicato queste cose, si vede che siamo riusciti nel nostro intento!

2.Essendo un grande appassionato di Bukowsky e visto che la seconda traccia del disco parla di lui, non posso esimermi dal chiederti cosa rappresenta questo eccezionale personaggio per voi.

Questo disco parla degli stati di percezione della mente umana alterati; ogni pezzo rappresenta quasi sempre una percezione diversa, in particolare quel pezzo tratta della percezione distorta di Bukowsky sotto l'effetto dell'alcool: il suo modo di vivere e di vedere le cose, il suo modo di pensare, la sua poetica, non sarebbero state le stesse senza le sostanze alcoliche, inoltre e' per me la testimonianza che dentro di noi tutti abbiamo un demone, che se da un lato ci danneggia, dall'altro spesso ci rende quello che siamo, unici.

3.Puoi dirmi di cosa parlano i vostri testi? ad un primo approccio non mi sembrano aderenti (per fortuna) ai soliti temi pseudo religiosi...

La maggior parte dei nostri testi sono dei veri e propi racconti, io scrivo storie horror e' la mia passione, lo faccio da sempre; queste storie fanno parte delle mie "memorie di un anima persa", racconti dove la follia, l'odio e l'amore, le speranze dell'umanita', tradite da menzogne e ipocrisie, prendono forma espresse in una visione "Horror/Fantasy".

Queste storie mostrano una mia visione del mondo negativa, che va' al di la' del bene e del male, o di qualsiasi religione, nelle mie storie il male e' vero ed e' tangibile.

4.Sono oltre dieci anni che vi sbattete nell'underground: quali sono state le vostre maggiori soddisfazioni e quali sono le aspettative per il prossimo futuro?

Facevamo Death svedese quando c'erano solo Dismember e At the gates, facevamo Death metal quando in italia c'erano solo Sadist, Detestor, Necromass, Opera IX e Glacial fear.

Le mie soddisfazioni? il fatto che siamo qua', sopravvissuti ai trend ed alle mode del momento, il fatto che in italia la gente ci conosca per la nostra coerenza musicale.

Abbiamo fans e fan club sparsi in tutta Italia, Francia, Grecia e i nostri dischi li regalo io ai nostri concerti, piuttosto che regalarli ad una piccola etichetta, i Memories sono un grande gruppo a tutti gli effetti, ma senza una distribuzione adeguata, autoprodursi e' faticoso a livello di tempo e di spese, infatti siamo alla ricerca di una label SERIA, magari come e' capitato ai natron con holy records.

5.I vostri primi lavori erano orientati verso il Death metal svedese, ora invece la vostra proposta si e' fatta piu' brutale, cosa dobbiamo aspettarci dal futuro?

Il nostro ultimo lavoro e' piu' brutale come dici tu, ma non ci siamo poi allontanati molto dal nostro solito stile, sono normali differenze da album in album, lo stile deve sempre essere quello, ma i pezzi devono essere sempre diversi e segnare evoluzioni. Quello che verra' dopo immagino sara' un mix tra cose vecchie e cose nuove, a tal fine abbiamo preso il tastierista del pezzo di pianoforte in "Distorted Perceptionz" in pianta stabile, nel prossimo disco avra' un ruolo maggiore, inoltre conto di tornare agli inserti di voce femminile come in "The clockwork" ma il sound dei Memories vi assicuro restera' sempre quello.


UNA BAND "DEATH METAL" DI REGGIO
PRONTA A "INVADERE" L'EUROPA

(Intervista del 1998 per "The Clockwork" tratta dalla gazzetta del sud)

REGGIO CALABRIA- In Calabria da più di due anni sono nati i Memories of lost soul. Un gruppo reggino (con presenze siciliane) di "death metal" che sta riscuotendo il successo che merita. E' strano o "normale" che esistano discriminazioni riguardo alla provenienza di certi prodotti musicali? Facciamo riferimento ad una recensione uscita lo scorso mese su una conosciutissima rivista specializzata del settore che, se da un lato elogia il prodotto musicale in questione, dall'altro, si stupisce della sua provenienza meridionale.

"Son of my satanis creation", il primo lavoro del gruppo risalente al giugno del '96, sarà distribuito da un'etichetta francese ("Adipocere") dal marzo prossimo. Tutta l'Europa sarà investita da "Bezz", già raggiunto da numerose lettere di corrispondenza. E' il leader del gruppo, al secolo Giuseppe Nicolò (chitarra solista, voce) autore di brani e fondatore della band "metallara" che sta vivendo un ottimo momento e, presto, in tournee a Torino, Pisa e Livorno . "Bezz" ha studiato chitarra classica ed elettrica da autodidatta. Faccia pulita, studente universitario, sul palco si trasforma: vocione stridulo, roco e chitarra di "razza"artigianale. Nei concerti si avvale della collaborazione strumentale di Giuseppe Novello (seconda chitarra "ritmica"); Valentina Pezzuto (voce); Domenico Sofia (basso) e Massimiliano Bovi (batteria). La loro "Sweedish death metal" evidenzia le influenze "black e trash metal" tra echi classicheggianti e melodici. Un'ispirazione che fa pensare lontanamente alla dimensione degli assoli sulle corde di Yngwie Malmsteen e agli elettrizzanti Iron Maiden. Unici nella specificità del loro genere (pur se inflazionato) rientreranno con "Behind the mask" ("Dietro la maschera") in una compilation primaverile che sta raccogliendo le migliori band italiane del "death metal". Nel farttempo è in corso la preparazione di un nuovo lavoro discografico che i Memories of a lost soul contano di porare a termine nel '99. Qualche brano (di quest'ultimo progetto) è già stato eseguito nei "live show". Il probabile titolo di copertina, "The clockwork of the thirtheenth hour", ha iniziato il conto alla rovescia...

Fausto Pedullà